WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI
12 AGO 20

Nella seconda puntata, che per serendipity coincide con la crisi finanziaria del 2008, Gordon Gekko esce di prigione dopo otto anni. Gli restituiscono gli effetti personali, tra cui un gigantesco telefono cellulare con batteria da portare a tracolla. Sì, ve lo avranno sicuramente già detto, ma è una delle poche cose divertenti del film, assieme a una splendida fotografia che spezzetta lo schermo e sovrappone i grafici della Borsa allo skyline di New York. Nessuno lo aspetta, neanche la figlia blogger, fidanzata con un giovanotto che traffica con le energie alternative. Molti smaglianti palazzi in vetro, molte finestre panoramiche, e molti schermi con lucette lampeggianti dopo, Gordon Gekko scrive e presenta un malloppo intitolato “L’avidità è una cosa buona”. Siccome gli anni passano anche per lui, comincia con i ripensamenti, scatenati dal suicidio di Frank Langella. Leggi: il vecchio capitalismo finanziario sopraffatto dai nuovi speculatori senza scrupoli (l‘attore è John Brolin di “Non è un paese per vecchi”, da ammirare qui e nel prossimo film di Woody Allen, “Incontrerai uno sconosciuto alto e bruno”). Gordon Gekko per l’occasione rispolvera una classica battuta della politica americana, pronunciata da un demoratico contro i repubblicani. Adattata all’occasione, suona così: “quando la pianterai di dire in giro bugie su di me, io smetterò di dire in giro la verità su di te”.